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Sagre gastronomiche in provincia di Cuneo: il piatto tipico da non perdere assolutamente quest’anno

📅 13 Agosto 2026✍️ di Elena Migliarini⏱️ 4 min di lettura

La provincia di Cuneo custodisce un patrimonio gastronomico straordinario, tramandato di generazione in generazione attraverso sagre, fiere e manifestazioni che trasformano i piccoli borghi in templi del gusto. Quest’anno, tra le colline piemontesi, emergono piatti e tradizioni che meritano di essere scoperti: non semplici ricette, ma storie di persone che le mantengono vive.

Le sagre imperdibili della stagione

Da maggio a novembre, il calendario delle celebrazioni gastronomiche nella provincia cuneese offre un’occasione ogni weekend per assaggiare specialità autentiche. I principali appuntamenti si concentrano nei comuni pedemontani e nelle Langhe, dove le tradizioni si intrecciano con la ricerca della qualità nei prodotti.

Gli organizzatori locali, spesso piccole associazioni del territorio, lavorano tutto l’anno per preparare questi eventi. Durante una chiacchierata con un gestore di stand a una sagra nel ferrarese, scoprii che dietro ogni manifestazione c’è una rete di volontari invisibili che custodisce ricette segrete tramandate da nonni e bisnonni.

Il tartufo bianco d’Alba: il protagonista indiscusso

Il tartufo bianco di Alba rimane il piatto più atteso in provincia di Cuneo. Non è semplice un fungo: è storia, economia locale e passione.

  • Stagione ideale: settembre-novembre
  • Dove assaggiarlo: Alba, Roero, Langhe
  • Piatto tipico: tajarin al tartufo bianco e burro
  • Prezzo medio: 40-60 euro per piatto

La Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba attira ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. Gli chef più celebri preparano piatti dove il tartufo è protagonista assoluto, affettato sottilissimo per esaltare l’aroma caratteristico.

Particolarità affascinante: i cercatori di tartufo (i “trifolau”) continuano a usare cani addestrati per scovare i funghi nei boschi. Una tradizione che resiste alla modernità e che vedrai praticata ancora oggi sulle colline albesi.

Le paste fresche tradizionali

Oltre al tartufo, le sagre di Cuneo celebrano le paste fatte a mano con dedizione artigianale. I tajarin e gli agnolotti rappresentano l’eccellenza della cucina piemontese.

Tajarin: sottili e delicati

Questi spaghetti sottilissimi richiedono manualità straordinaria. Nelle sagre dedicate, artigiane locali li preparano davanti ai visitatori, rivelando gesti tramandati da decine di anni.

Agnolotti di carne

Riempiti di brasato, ricotta e spezie, gli agnolotti sono protagonisti della sagra di Castiglione Falletto e altri borghi delle Langhe. Una singola porzione racchiude ore di lavoro preliminare.

Ravioli e plin

I ravioli ripieni di verdure e i plin (piccoli agnolotti quadrati) rappresentano ulteriori varianti che cambiano da paese a paese. Chiedere la ricetta locale diventa il gioco più affascinante durante le visite.

I piatti di carne e il brasato

La tradizione cuneese non dimentica la carne. Il brasato al Barolo è piatto monumentale, simbolo della cucina piemontese di classe.

  • Taglio di manzo marinato nel vino rosso per ore
  • Cottura lenta per 3-4 ore
  • Accompagnamento con polenta morbida o pasta
  • Aroma inconfondibile di spezie e vino

Durante una sagra nel cuneese, parlai con una cuoca che preparava brasato dal 1987. Ricordava ancora la ricetta della nonna, scritta su un foglio ingiallito conservato in cucina. Quel dettaglio rappresenta tutto ciò che le sagre preservano: memoria e autenticità.

Dolci e formaggi tipici

Le celebrazioni gastronomiche non trascurano la chiusura sweet. Le torte alle nocciole e il pandolce sono dolcezze irrinunciabili.

Specialità da assaggiare:

  • Torta gianduia (cioccolato e nocciola)
  • Bavarese ai marron glacé
  • Zabaione con moscato
  • Formaggi DOP: Castelmagno e Raschera

I formaggi meritano capitolo a parte. Il Castelmagno, producibile soltanto nel territorio montano cuneese, è formaggio a Denominazione di origine protetta|DOP dal 1996. Nelle sagre dedicate, i casari locali offrono degustazioni che rivelano come lo stesso formaggio cambi sapore a seconda dell’alpeggio dove le mucche pascolano.

Come scegliere la sagra giusta

Il calendario è fitto. Per orientarsi rapidamente:

  1. Maggio-giugno: Sagre delle paste fresche (Costigliole, Verduno)
  2. Luglio-agosto: Festival dei vini e dolci (Canale, Rodello)
  3. Settembre-novembre: Tartufo bianco d’Alba e funghi (Alba, Cherasco)
  4. Dicembre: Mercatini natalizi enogastronomici (tutta la provincia)

Consiglio pratico: arrivare nelle prime ore pomeridiane per evitare file lunghe e gustare i piatti quando sono stati appena preparati in cucina.

In sintesi

Le sagre gastronomiche cuneesi sono esperienze immersive: non semplici occasioni di consumo, ma incontri con persone che custodiscono saperi antichi. Il piatto da non perdere questa stagione varia in base al periodo, ma il tartufo bianco d’Alba rimane sovrano assoluto. Affiancalo con tajarin mantecati al burro, un bicchiere di Barolo e la consapevolezza di trovarsi nel cuore della tradizione gastronomica piemontese.

Elena Migliarini

Elena, nata e cresciuta nel ferrarese, è cresciuta tra le rievocazioni storiche cittadine e le fiere del libro. Dopo aver gestito per un’estate un piccolo stand di prodotti tipici, racconta eventi locali attraverso storie di partecipanti e curiosi dettagli che sfuggono agli occhi distratti.